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Case mobili e paesaggi vuoti

maggio 19th, 2012

La costituzione di una nazione libera, quindi, dovrebbe essere caratterizzata molto probabilmente da un decentramento radicale della struttura di potere, in linea con il sistema cantonale. Ma si potrebbero apportare dei miglioramenti al sistema Svizzero? Io penso di sì.

L’esistenza di una effettiva concorrenza tra giurisdizioni politiche è inversamente proporzionale ai costi di passaggio da una giurisdizione all’altra. Il Massachusetts è in competizione giurisdizionale con lo stato confinante del New Hampshire, ma la competizione è di gran lunga minore nei confronti di uno stato lontano come l’Alaska, dal momento che il costo di rifiutare le politiche dello stato in cui si abita trasferendosi sotto un’altra giurisdizione è, nel secondo caso, molto più elevato. (Lo stesso è vero a livello internazionale; non ci sono segreti riguardo al perché i rifugiati Cubani e Haitiani cercano di arrivare a Miami piuttosto che a Ginevra). E anche quando la giurisdizione alternativa è vicina, i costi di trasferimento non sono proprio irrisori. Staccarsi da una località e forse anche dai propri cari per andare a vivere in un altro stato può essere un fatto costoso in termini sia finanziari che emotivi.

Il costo elevato del trasferimento risulta dal fatto che le giurisdizioni politiche corrispondono a regioni geografiche, e la ricollocazione geografica non è sempre possibile. E tuttavia un sistema decentralizzato serve come un freno più effettivo alla crescita del potere statale in quanto riduce i costi di trasferimento verso un’altra giurisdizione vicina. Per questo, appare desiderabile scindere la giurisdizione politica dalla localizzazione geografica.

David Friedman presenta un ipotetico esempio: “Immagina come sarebbe il nostro mondo se i costi di trasferimento da un paese all’altro fossero zero. Tutti vivono in una casa su ruote e parlano la stessa lingua. Un bel giorno il presidente della Francia annuncia che, a causa di contrasti con i paesi vicini, nuove tasse a favore dell’esercito saranno introdotte e l’arruolamento in massa inizierà in tempi brevi. Il mattino seguente il presidente della Francia si trova a presiedere un territorio pacifico ma privo di popolazione, avendo tutti fatto i bagagli ad eccezione del presidente, di tre generali e ventisette corrispondenti di guerra.” (The Machinery of Freedom, seconda edizione, p. 123).

Se le persone potessero passare da una giurisdizione all’altra senza muoversi di località, avremmo l’equivalente funzionale di quello che David Friedman immagina. La concorrenza tra le giurisdizioni sarebbe più alta, e la quota di interferenza da parte dello stato che le persone tollererebbero sarebbe più bassa rispetto ad un sistema politico in cui la giurisdizione e la localizzazione geografica sono collegati.

 

Decentralizzare!

maggio 18th, 2012

Thomas Jefferson formulò molte passaggi interessanti sui diritti naturali dell’essere umano. Ma quando gli fu chiesto di esprimere in sintesi la sua filosofia politica, egli replicò che poteva essere contenuta in una affermazione: “Dividi le regioni in sezioni.” In altre parole: decentralizza, decentralizza, decentralizza!

Esistono parecchi vantaggi che derivano da una decentralizzazione politica intesa come limiti strutturali al potere del governo. Immaginiamo un paese delle dimensioni degli Stati Uniti con solo cinque stati. Adesso immaginiamo lo stesso paese con 500 stati. A parità di condizioni, la seconda situazione ha molte più probabilità di essere favorevole alla libertà che non la prima.

Quanto più piccola è l’unità politica, tanto maggiore è l’influenza che può avere ogni singolo cittadino in politica, diminuendo in tal modo il vantaggio che i gruppi di pressione organizzati hanno nei confronti del pubblico in generale. Inoltre, crescendo il numero di giurisdizioni politiche alternative in rapporto alle persone, l’opzione di fuoriuscita da una di esse da parte del cittadino assume un peso notevole.

La libertà di abbandonare uno stato è molto ridotta se esistono solo pochi altri stati dove andare; ma, con un numero elevato di stati, la probabilità di trovare una destinazione soddisfacente cresce di molto.

In aggiunta a ciò, la concorrenza tra gli stati può servire da freno al potere dello stato, dal momento che se uno stato diventa troppo oppressivo i cittadini possono votare la sfiducia andandosene. Inoltre, la decentralizzazione attenua l’impatto degli errori del governo. Se un singolo governo centralizzato decide di attuare un qualche piano mal congegnato, tutti ne soffrono. Ma con molti stati che attuano politiche differenti, un provvedimento cattivo può essere evitato mentre una misura positiva può essere copiata (Anche in questo caso la concorrenza può servire come un processo di scoperta).

La struttura federale degli Stati Uniti, per quanto imperfetta, può ben spiegare perché tale paese non è scivolato così rapidamente nel socialismo statalista come i paesi Europei – questo perché i cittadini di ogni stato americano godevano della libertà di movimento su tutto il territorio federale mentre questo non era il caso nella maggior parte degli stati europei. (Cinquanta stati è certamente meglio che un solo stato – sebbene questa situazione si discosti parecchio dalla concezione Jeffersoniana che sei miglia quadrate fosse la dimensione ottimale per una unità politica all’interno di una repubblica).

E il sistema Svizzero dei cantoni, che è ancora più decentralizzato, ha senza dubbio giocato un ruolo simile nel preservare la libertà di cui godono gli Svizzeri. (Il libro di Frances Kendall e Leon Louw, After Apartheid ha aiutato a porre all’attenzione dei gruppi libertari l’utilità di un sistema basato sui cantoni per i paesi lacerati da conflitti etnici; ma l’attrazione di tale modello non si limita a questi casi).

 

L’ELITE E LA MANDRIA

maggio 18th, 2012

La storia non è altro che lo scontro fra elite culturali , politiche ed economiche.
Le varie forme di governo , parlamentare , non parlamentare , le dittature variano , mutano , si trasformano attraverso la sostituzione graduale delle ELITE emergenti.
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La crisi economica globale che investe sopratutto i paesi occidentali , dovuta allo sfruttamento produttivo , materie prime dei paesi emergenti per massimizzare il profitto e dovuta ai facili guadagni della speculazione finanziaria , ha indebolito il benessere della gente , ridotto , azzerrato il risparmio . SE a questa situazione si inserisce uno scenario DI CASTA , dove poche lobby controllano il paese , si creano le condizioni del cambiamento.
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Il cambiamento parte da una insoddisfazione dal basso , dove la mandria prende coscenza della sua situazione , vede con piu’ chiarezza i monopoli della casta politica ed economica ed è ricettivo all’azione e al cambiamento.
Chi intercetta meglio , questa esigenza , la espande , controlla, vince sulla scacchiera dei conflitti fra classi emergenti ed impone una nuova ELITE CULTURALE , ECONOMICA E POLITICA , che prima era esclusa , emarginata e non pienamente inserita nei giochi.
I bufali rimarrano sempre bufali , bisonti , i loro zoccoli sono funzionali al cambiamento attraverso le vie del sistema che si spinge per riformarle.
Di solito le nuove ELITE CULTURALI non vogliono la rivoluzione , perchè questa nella confusione generale , scontro sociale non è controllabile .
Lo sviluppo di internet , il collegamento delle persone ha agevolato questo scopo ; aiutando a prendere forma una coscenza interclasse che poi convergesse un una spinta sociale , politica ed economica.
Per ottenere questa spinta è forte la promessa di partecipazione , vera democrazia ed impegno.
Qualche bufalo emerge fino al livello consentito .
Ma nei posti di governo sempre devono essere inserite persone chiave della NUOVA ELITE INTELLIGHENZIA ATTIVA EMERGENTE.
Ad una classe che saluta opponendo resistenza , cresce una  nuova borghesia.
UN bufalo coscente , che non opera attraverso impulsi emotivi , slogan deve saper riconoscere se anche un proprio simile emerge attraverso una soluzione meritocratica , basata sul valore e di appartenenza alla mandria dei bufali.

SE non lo vede è stato solo un utile strumento per il bene della nuova ELITE.

 

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